Una buona notizia da Bari: nasce l’Associazione “LAME NOVE - Una rete per il Parco dall’Adriatico alle Murge”
- Alfredo DE GIOVANNI
- 25 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 4 giorni fa

La notizia della nascita di una nuova Associazione a Bari per la tutela e valorizzazione del territorio, che mette insieme cittadini e competenze, è davvero una boccata di ossigeno in questi giorni in cui negazioni della crisi climatica si sommano a echi di guerra.
L’Associazione “LAME NOVE – Una rete per il Parco dall’Adriatico alle Murge”, sorta il 24 gennaio 2026 a Bari, evoca appunto le 9 lame che attraversano gran parte dell’Area Metropolitana di Bari, vale a dire quei corsi d’acqua non perenni che rappresentano un patrimonio straordinario, un elemento di forte identità dalle caratteristiche uniche a livello nazionale.
È un dato di fatto che l’associazionismo e, più in generale, gli Organismi di Volontariato, rappresentino una delle forme più efficaci di partecipazione collettiva. Attraverso l’unione di competenze diverse, sensibilità diffuse e visioni condivise, è possibile, difatti, trasformare l’amore per un luogo in azione concreta, in modo da incidere positivamente sulla valorizzazione di un territorio complesso e ricco di storia.
Le lame, solchi erosivi tipici del paesaggio mediterraneo che convogliano le acque piovane dall’altopiano murgiano verso il mare, costituiscono un patrimonio naturale e culturale di importanza unica. Nonostante rappresentino una porzione minima della superficie complessiva della cosiddetta “Conca di Bari”, custodiscono una biodiversità e una geodiversità sorprendenti: habitat preziosi per flora e fauna, corridoi ecologici che collegano ambienti diversi, archivi viventi della storia geologica e antropica della regione. Per secoli sono state vie di comunicazione, luoghi di lavoro agricolo, sedi di insediamenti rupestri e di comunità che hanno trovato in questi paesaggi una risorsa vitale in un territorio "senz’acqua".
Queste le nove lame della cosiddetta “Conca di Bari”: Lama Balice, Lamasinata, Lama Villa Lamberti, Lama Picone, Lama Fitta, Lama Valenzano, Lama S. Marco, Lama S. Giorgio, Lama Giotta, come rappresentate schematicamente nella figura sottostante.

Eppure, proprio per la loro natura marginale e spesso poco conosciuta, le lame hanno rischiato a lungo di essere dimenticate, degradate o percepite come spazi residuali o, peggio, come luoghi pericolosi soprattutto in occasione di eventi alluvionali. Vale la pena ricordare, infatti, che la "Conca di Bari" è stata colpita da numerose alluvioni, alcune delle quali con danni ingenti e vittime, come ad esempio quella della Lama Valenzano (Agosto 1914; Settembre 1915), della Lamasinata (Novembre 1925), della Lama Picone (Febbraio 1905; Settembre 1915; Novembre 1926) e, non ultima, quella del 22 Ottobre 2005 lungo tutto il percorso della Lama Picone, che provocò 6 vittime e enormi danni alle infrastrutture stradali e ferroviarie e a vaste porzioni del tessuto urbano, agricolo e imprenditoriale.
È qui che l’associazionismo può mostrare tutta la sua forza: gruppi di cittadini, professionisti, studiosi e appassionati possono riportare l’attenzione su questi luoghi, restituendo loro dignità e valore.
“Lame Nove” nasce esattamente con questo spirito: riconoscere nelle lame che attraversano la “Conca barese” un elemento identitario, un filo che unisce l’Adriatico alle Murge, col fine di costruire una rete di conoscenza, tutela e progettazione condivisa.
La neo associazione riunisce competenze diverse – geologi, ingegneri, insegnanti, archeologi, agronomi, guide naturalistiche, – insieme a cittadini che hanno maturato nel tempo un forte legame con il territorio. Questa pluralità di sguardi permette di affrontare la complessità delle lame in modo integrato: non solo come ecosistemi da proteggere, ma come paesaggi culturali, luoghi della memoria, risorse per un futuro sostenibile. Recuperare un sentiero storico, valorizzare una masseria, ripristinare un muretto a secco, rendere accessibile un tratto di lama significa ricostruire un rapporto millenario tra comunità e ambiente, così da rafforzare il senso di appartenenza e stimolare nuove forme di fruizione responsabile.
L’associazionismo può svolgere un ruolo fondamentale nel dialogo con le istituzioni: realtà come “Lame Nove” possono sollecitare processi di pianificazione partecipata, promuovere progetti di tutela e rigenerazione, contribuire alla gestione di aree naturali protette.
Giusto l’esperienza del “Parco di Lama Balice”, nato anche grazie all’impegno di associazioni locali, dimostra come la collaborazione tra cittadini e amministrazioni possa generare risultati concreti e duraturi.
“Lame Nove” si inserisce in questa scia, con l’obiettivo di connettere e rafforzare le iniziative già esistenti, di creare una rete territoriale capace di incidere sulle scelte future.

Non va, inoltre, sottaciuta la capacità delle associazioni di attivare comunità più ampie. In questo caso, il sostegno di realtà storiche come il FAI e Italia Nostra testimonia come la tutela delle lame non sia una battaglia isolata, ma parte di un movimento culturale che riconosce nel paesaggio un bene comune. Coinvolgere scuole, gruppi informali, amministrazioni locali e altri soggetti del territorio significa costruire un progetto collettivo, in cui la cura dell’ambiente diventa un valore condiviso e quotidiano.
Questo associazionismo non si limita a proteggere ciò che esiste ma può creare nuove possibilità: trasforma luoghi dimenticati in spazi di conoscenza, educazione e turismo sostenibile; genera opportunità economiche legate alla fruizione lenta e consapevole del territorio; rafforza la coesione sociale e la consapevolezza civica. Nel caso delle lame baresi, questo significa immaginare un futuro in cui natura, cultura e sviluppo convivano in equilibrio, restituendo alle comunità un patrimonio che appartiene loro da millenni.
In un’epoca in cui i territori rischiano di perdere identità sotto la pressione dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici, associazioni come “Lame Nove” ricordano che la tutela dell’ambiente non è solo un dovere, ma un atto di cura verso la propria storia e verso le generazioni future. È attraverso l’impegno condiviso, la conoscenza e la partecipazione che un paesaggio può tornare a parlare, a raccontare, a generare valore.
E l’associazionismo continua a dimostrarsi uno degli strumenti più efficaci per farlo.

Ecco il primo direttivo dell'Associazione “Lame Nove” come riportato dagli organi di stampa (Giornale di Puglia, Repubblica Bari): ing. Pasquale Guastamacchia (Presidente), professoressa Maria Teresa Fatone (Vicepresidente), geologo Alfredo De Giovanni (Vicepresidente), geologo Marco Petruzzelli, archeologo Michele Sicolo, dott. Rocco Mariano Santandrea, agronomo Vincenzo Cianciotta, guida naturalistica Paolo Buccarello, ing. Maurizio Montalto (Consiglieri).





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