Mogol. Il mio mestiere è vivere la vita
Da “La prima cosa bella” a “Emozioni”, da "Una lacrima sul viso" ad “Amarsi un po’”, attraverso “I giardini di Marzo”, "Una donna per amico", “Cervo a Primavera”, “Mediterraneo”, “Se stasera sono qui”, “Grazie, prego, scusi” e tante altre.
Parole che, come poesie, tutti gli italiani hanno nel cuore. Il racconto della vita di uno dei più grandi autori della canzone italiana, di “questa musica leggera così leggera che ci fa sognare” per dirla alla Ivano Fossati.
Uno spettacolo di musica e parole che si snoda dal 1960 ai giorni nostri - liberamente tratto dall'omonimo libro di Giulio Rapetti (Rizzoli, 2016) - dal mattino in cui Mogol si presentò negli uffici della Ricordi assieme al giovane Celentano, all’incontro con Lucio Battisti, Riccardo Cocciante e Mango, e poi ancora con Bob Dylan e il David Bowie di Space Oddity. Un viaggio nella storia d’Italia attraverso canzoni, ricordi ed emozioni diventati parte della nostra memoria, perché è “tutta musica leggera, ma come vedi la dobbiamo cantare, è tutta musica leggera ma la dobbiamo imparare”.
Uno spettacolo di e con:
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Alfredo De Giovanni – chitarra e voce
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Floriana Ferrante – voce
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Domenico Lopez – chitarra
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Giovanni Chiapparino – batteria, percussioni e fisarmonica
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Ilaria Stoppini: flauto e synth
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Emanule Manzo: basso





